Serata d'autore

Mi nombre es Hermana...

Hermana frontMartedì 7 Maggio, alle 21.30 serata d'autore con gli audiovisivi fotografici di Sonia Brogi e Mario Rosseti.
Se è vero che ogni fotografia ha un suo significato intrinseco è altrettanto vero che la stessa fotografia accanto ad altre, oltre a conservare la propria carica espressiva, ne acquista una nuova, che deriva dalla connessione con le altre immagini. Raccontare per immagini permette di fare esattamente questo: far compenetrare le foto le une nelle altre...

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26 Aprile - Serata d'autore con Francesco Cito

Cito Gulf War Saudi ArabiaVenerdì 26 Aprile, alle 21.30 serata d'autore con Francesco Cito. Un'ampia e appassionante selezione dei lavori di reportage dell'autore scattati in Afghanistan e Russia, documentando vari conflitti passando per la Palestina, la città di Napoli e i Matrimoni Napoletani, il Palio e la Sardegna. La serata darà l'occasione agli intervenuti di confrontarsi con un affermato autore di reportage per chiarire dubbi e soddisfare curiosità su uno dei più affascinanti e avventurosi campi della fotografia.

Chi è Francesco Cito: Nato a Napoli il 5 maggio 1949, attualmente vive e lavora a Milano. Nel 1972 dopo aver frequentato le scuole superiori decide di abbandonare gli studi, si trasferisce a Londra dove inizia a dedicarsi alla fotografia. A Londra Francesco avrebbe desiderato frequentare i corsi di fotografia presso il Royal Art College, non potendoselo permettere si adatta ai più svariati mestieri, da lavapiatti in un ristorante in King's Road, al facchino per i magazzini Harrod's per poi lavorare al Ronnie Scott's, tempio del jazz.

Cito Bosa Giolzi crCito BosniaCito Bulzi

Qualche anno dopo, nel 1975 diventa fotografo freelance e collabora con la rivista Sunday Time Magazine ottenendo la sua prima copertina col servizio "La mattanza, sull'antico modo di pescare i tonni in Sicilia". Successivamente collabora anche con l'Observer Magazine. Qualche anno dopo, nel 1978, sempre per il Sunday Times realizza a Napoli un reportage sul contrabbando di sigarette dall'interno dell'organizzazione contrabbandiatica.

Nel 1980, dopo l'invasione sovietica, è uno dei primi fotoreporter a raggiungere clandestinamente l'Afghanistan, viaggiando a piedi per 1200 km al seguito di vari gruppi di guerriglieri Mujahiddin. Tra il 1982 e l'inizio del 1983 realizza a Napoli un reportage sulla camorra che sarà pubblicato in tutto il mondo, dal settimanale Epoca, ai tedeschi Stern e Zeit Magazine e dall'americana Life.

Cito Gulf WarCito Kholmsk Batog Stanislay Alexeievich a veteranCito Kuwait Gulf War

Nel 1983 è inviato sul fronte libanese dal settimanale Epoca per un reportage sul conflitto in atto nella O.L.P. tra i pro-siriani del leader Abu Massa e Yasser Arafat e i suoi sostenitori, ed è l'unico fotoreporter a documentare la caduta di Beddawi (campo profughi), ultima roccaforte di Arafat in Libano. Seguirà poi gli eventi libanesi fino al 1989. Nel 1984 inizia il suo lavoro sulla Palestina e sulle condizioni del popolo palestinese all'interno dei territori occupati della West Bank (Cisgiordania) e la Striscia di Gaza. Dall'inizio della prima Intifada al 1994 resta ferito tre volte durante gli scontri, due volte da parte dei soldati israeliani ed una dagli shebbab palestinesi durante un reportage sui settlers - coloni oltranzisti - realizzato per il settimanale Stern. Nell'Aprile del 2002 è tra i pochi ad entrare nel campo profughi di Jenin sotto coprifuoco durante l'assedio israeliano, come anche a Betlehem.

Cito Palestina Gaza Strip Dear El-BalahCito Sakhalin Islkand Yuzno Sakhalinskiy the Victory monumentCito San Pietroburgo Moskovskij Prospekt La Vittoria

Nel 1989 è inviato da Venerdì di Repubblica di nuovo in Afghanistan e ancora clandestinamente per raccontare la ritirata sovietica e la possibile presa di Kabul da parte della resistenza - Mujahiddin - la quale avverà solo nel 1994. Tornerà in zona nel 1998 inviato da Panorama.

Nel 1990, ancora per il Venerdì di Repubblia, è tra i primi fotoreporter in Arabia Saudita durante lo sbarco dei marines americani dopo l'invasione dell'Irak in Kuwait e documenterà la prima Guerra del Golfo fino alla liberazione del Kuwait nel marzo 1991.

A più riprese è presente nell'area balcanica - dalla Bosnia al Kossovo - durante i conflitti interetnici e ancora nel corso degli eventi albanesi.

In Italia segue i fatti di mafia e di camorra in particolare, come anche il Palio di Siena e le tematiche legate a vari aspetti sociali.

Francesco ha collaborato e pubblicato sulle più importanti riviste nazionali ed estere: Epoca, l'Europeo, Illustrazione Italiana, Oggi, Gente, Panorama, l'Espresso, il Venerdì di Repubblica, Sette Corriere della Sera, D donna, io Donna, Stern, Frankfurter Allegemeine, Magazine, Die Zeit, Sunday Times Magazine, The Observer Magazine, The Indipendent Magazine, Paris Match, Figaro Magazine e Life.

Premi
2007 - Assegnazione del titolo di Maestro della Fotografia Italiana (FIAF)
2006 - Bariphotocamera
2005 - Wermer Bishof
2005 - La Fibula d'Oro
2004 - Città di Trieste
2001 - Leica Oskar Barmak Award, Menzione d'Onore per il reportage "Sardegna"
1997 - Premio Città di Atri per l'impegno del suo lavoro sulla Palestina
1996 - World Press Photo, primo premio per "Il Palio di Siena"
1995 - World Press Photo, terzo premio "Day in the Life" per il "Neapolitan Wedding"

Libri
2006 - Francesco Cito, Collana Grandi Autori (FIAF)
2005 - Immagini come parole (Meridiana)
2003 - L'isola al di là del mare (Fondazione Banco di Sardegna)

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