Tabernacolo di Ivan
Nato ad Arezzo nel 1983, Andrea Campolucci è cresciuto nella provincia italiana di fine millennio, tenendo gli occhi sempre aperti su quello che lo circondava. Fin da ragazzo si è innamorato della fotografia, in particolare di quella analogica, grazie a una piccola Minox 35 EL della madre che giaceva in un cassetto. Gli studi di lingue orientali all’università lo hanno portato a viaggiare e hanno ampliato il suo sguardo, mentre diventare padre di due figli lo ha approfondito. Qualche anno fa ha scoperto la fotografia istantanea in Polaroid, che è diventata uno dei suoi principali mezzi di espressione. Ultimamente si è appassionato allo sviluppo e alla stampa in camera oscura e sta iniziando a scoprire le antiche tecniche fotografiche, a partire dalla cianotipia.
Questo continuo sperimentare è nutrimento per la mia anima, perché sento che i miei occhi hanno così tanto da dire e fermo proprio non posso stare.
Si tratta di un’interpretazione in mixed media di un tabernacolo toscano, oggi parte dell’arredamento della Casa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi ad Arezzo. Ho scelto di rappresentare il busto custodito all’interno di questo maestoso mobile con un trasferimento di emulsione Polaroid, mentre per il tabernacolo ho usato la cianotipia, servendomi di un negativo realizzato a mano con pennarelli acrilici e trasferibili Letraset su acetato, che mi ha consentito di rivisitarlo con nuove texture. Nella solennità del blu di Prussia, il tabernacolo spicca come residuo di fede e identità; nell’emulsione schiarita, si intravede la fragilità e il mistero di ciò che di sacro contiene.